backstreet boys

Golden Oldies: The Backstreet Boys… Then

Post by Paola

Once you lived the nineties there is no chance that you will encounter another beautiful, sparkly and powerful era, especially when talking about music. When I think of nineties, my mind gets invaded by lights, colors, clashing of sounds, red and blonde curtained hair, Backstreet Boys. Yes, because BSB wasn’t just a transition group, one of those which does not leave memories, oh no, BSB have been the forerunner of all the other boyband I never wanted to appreciate because it would have been like disowning them, my one and only love. Sure, we have to admit that they were lucky enough to be in the right place at the right time, the world was ready for the boyband as a new pop expression. At that time, WiFi wasn’t even a word accepted by dictionaries, Internet connection was sssooo sssslooow and if it was already born, I didn’t know YouTube, (quick check, YouTube was born on 2005, oh my gosh how old I am). By the way, because of these important reasons, the only thing I could do was to plonk my 9-years-old me in front of MTV just hoping to come across one of their music videos or interviews. Ok, maybe now this is a crime and it is called stalking but at that time it was just pure, unconditional overseas fan love. You can then imagine my astonishment when I found out that BSB would have been special guests at Sanremo’s Festival, the most important music festival in Italy (maybe once). I still remember it.

Quando vivi gli anni ’90 nessun’altra epoca ti sembrerà più bella, più sfavillante, più attiva anche e soprattutto dal punto di vista musicale. Se penso agli anni ’90 mi vengono in mente luci, colori, frastuoni, capelli rossi e caschetti biondi, boyband, Backstreet Boys. Sì perchè i Backstreet Boys non sono stati solo un gruppo di passaggio, di quelli che non ti lasciano ricordi, i Backstreet Boys sono stati i precursori di tutte le altre boyband che io non ho mai voluto apprezzare perchè sarebbe stato come rinnegare loro, il mio vero unico grande amore. Certo, hanno avuto la fortuna di capitare al momento giusto, il mondo era finalmente pronto per l’avvento delle boyband come nuova espressione del pop. All’epoca non c’era il WiFi, la connessione a Internet era lenta e se c’era YouTube io non lo conoscevo e quindi l’unico modo di poter ascoltare la loro musica era piazzarsi davanti ad MTV, quando ancora trasmetteva musica, e sperare di incrociare un loro video, una loro intervista. Ora forse questo è un reato e si chiama stalking ma all’epoca era puro amore incondizionato di una fan oltreoceano. Potete immaginare, quindi, lo stupore, l’incredulità nel sapere che sarebbero stati ospiti a Sanremo. Me lo ricordo ancora.

It was 1998, I was 10 and their exhibition was even announced on the evening news and, as a matter of fact, I was sitting on my front-row seat. In front of the TV, at home. I could hear the girls at the theatre screaming, I could feel their sensations because I was feeling the same too when, suddenly, they pop in. As beautiful as a summer’s day, with their fake leather raincoats, kitsch hats and folding chairs waiting for them on the stage (because they were not only great singers but also great dancers) they started to capture every person that sat in that theatre, with their voices, their songs and their choreographies.

Era il 1998, io avevo 10 anni e Sanremo era condotto da Eva Herzigova e Raimondo Vianello (ok, questo non me lo ricordavo). Addirittura il TG aveva preannunciato che si sarebbero esibiti quella sera e infatti io ero pronta, in prima fila davanti alla tv.
Arriva il momento. I conduttori li presentano, le ragazzine urlano ed eccoli. Belli come il sole con il loro impermeabile di finto cuoio, un cappello di dubbio gusto e delle sedie. E certo, perchè loro non solo erano dei bravi cantanti, loro erano anche dei ballerini di tutto rispetto, sfido chiunque a non conoscere almeno un loro ballettino.

 

Their show lasted 4 minutes, 4 minutes of glory among their galvanized fans at the theatre in Sanremo and my tears at home, 231 km away from them. That night, locked up in my aunt’s room, I cried so much, I cried and sang, which is more or less the same reaction I had when I finally got to see them in concert. Twice.

Si esibiscono, 4 minuti di gloria tra le fan a Sanremo che li acclamano e le mie lacrime a Beinasco (TO) per non poter essere lì con loro, da loro. Piansi un sacco quella sera, chiusa in camera di mia zia, cantando tra i singhiozzi, che è più o meno la reazione che ho poi avuto quando sono riuscita finalmente ad andare a vederli in concerto. Due volte.

What happened to them?
Che fine hanno fatto?

I am glad to let the world know that now, in 2015, Backstreet Boys have shot a documentary called “Show’em what you’re made of” in which they reveal lights and shades of their worldwide success from the nineties till now. The docu-movie has been released in USA and Canada on 30th of January and on 26th of February in Europe, which means that we still have time to go to the cinema, watch it on a maxi screen, singing one of their songs and, maybe, tear up a little, just like the 1998. 

Sono felice di far sapere al mondo che ora, nel 2015, i Backstreet Boys hanno fatto un documentario dal titolo “Show’ em what you’re made of” nel quale si raccontano, svelando luci e ombre del loro successo dagli anni 90 ad oggi. Il docu-film è uscito negli USA e in Canada già il 30 Gennaio ma in Europa è uscito il 26 Febbraio, quindi c’è ancora tempo per andare a vederlo in un maxi schermo, canticchiare una canzoncina sottovoce e, magari, far scendere una lacrimuccia, proprio come se fosse ancora il 1998.

 

 

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